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Dio è morto, il blog no

… anche se chi capita su questi lidi senza conoscerne la storia potrebbe pensarlo, visto che l’ultimo aggiornamento risale a febbraio, quello prima a novembre e quello prima ancora a settembre (e non è che fossero dei grandi aggiornamenti).

Quello che il vostro Baka ha vissuto e sta vivendo è stato un periodo difficile e strano. Molto strano. Sono successe tante cose, poche belle, alcune brutte, altre bizzarre. È un periodo della mia vita in cui mi trovo di fronte a un grande vuoto, che può significare opportunità come rischio di perdersi. Ma devo ammettere che non mi sono mai perdonato di aver abbandonato il blog.

Cosa vi prometto con questo post? Nulla. Ho già fatto promesse in passato; non le ho mantenute e non voglio commettere di nuovo lo stesso errore. Quello che posso dire è che, se da qualche parte ho ancora l’ispirazione per dei post, mi sforzerò di tirarla fuori invece di soffocarla vigliaccamente come ho fatto in quest’ultimo anno. Chissà, magari riceverò anche qualcuno di quei commenti che mi davano tanta soddisfazione.

Chiudo il post con un gufetto, perché i gufetti sono simpatici (quasi quanto i lupacchiotti).

"Poffarbacco, che gente strana che c'è qui."

“Poffarbacco, che gente strana che c’è qui.”

 
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Pubblicato da su 24/06/2014 in Comunicazioni di servizio

 

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Il mio Kobo Aura HD

Era da un po’ che volevo prendere un eReader touch: nonostante sia sempre stato soddisfatto dal mio Kindle 4, sottolineare e prendere appunti era un tormento, soprattutto da quando ho iniziato a leggere molti saggi e manuali di scrittura (dove evidenziare i concetti più importanti è quasi obbligatorio). Dopo essermi guardato attorno e aver chiesto consiglio al sempre disponibile Duca, ho optato per il Kobo Aura HD.

È stata una scoperta piacevolissima. Già da tempo la mia sfiducia negli schermi touch era diminuita, grazie all’acquisto di uno smartphone che mi ha abituato a usare le mani invece dei tasti per interagire con un dispositivo elettronico; ciò nonostante, continuavo comunque a pensare che un eReader touch si sarebbe presto riempito di fastidiosissime ditate che avrebbero ostacolato la lettura. Invece non è stato così: lo schermo dell’Aura HD, soprattutto quando è illuminato, non mostra i segni delle dita, che si vedono solo a determinate angolazioni e mai quando si legge. La comodità, la praticità e le diverse funzioni di questo lettore mi hanno portato a superare ogni diffidenza in brevissimo tempo.

Il lettore in sé

Il Kobo Aura HD è bello grande rispetto alla media degli eReader: 175,7 x 128,3 x 11,7 mm, contro i 169 x 117 x 9,1 mm del Kindle Paperwhite e i 166 mm x 114 mm x 8,7 mm del Kindle 4. Questo non è un problema: la maneggevolezza è pari o superiore a quella del mio Kindle 4, che ha dalla sua pure la copertina che aggiunge spessore. L’aspetto del Kobo è molto elegante, con una finitura nero opaco che riflette molto meno rispetto a quella del Kindle 4.

Il touchscreen del lettore è piuttosto sensibile e riconosce bene i comandi. Anche l’esecuzione dei suddetti è molto veloce; non siamo, naturalmente, ai livelli di uno smartphone o di un tablet, ma la rapidità è sorprendente. Qualche volta mi è capitato che il lettore non rispondesse o facesse qualcosa di diverso rispetto a quello che gli avevo detto di fare, ma è probabile che si tratti di miei errori e non di difetti del software.

kobo-aura-hd1

La caratterstica più interessante dell’Aura HD è la luce incorporata: la differenza fra questa e quella degli schermi LCD è che, mentre la seconda viene “sparata” negli occhi di chi legge e alla lunga dà fastidio, quella dell’eReader è indirizzata sullo schermo e riflessa come avverrebbe con la luce naturale. La comodità di questo accessorio è sconcertante: si può leggere ovunque, al buio e in penombra, senza infastidire altre persone nella stessa stanza.

Il Kobo Aura HD non ha tasti: ogni azione sul lettore viene effettuata tramite il touchscreen. All’inizio questo è stato un po’ sconcertante, ma sto già cominciando ad abituarmi. Gli unici pulsanti presenti sul lettore si trovano nella parte superiore e sono lo switch di attivazione e il tasto della luce. Nella parte inferiore abbiamo invece l’ingresso per il cavo USB e lo slot per la Micro SD (che, come al solito, vista la capienza del lettore credo proprio non mi servirà mai).

La lettura

Leggere sul Kobo Aura HD è bellissimo.

Il refresh dello schermo è veloce (non come quello di un lettore non touch, questo è vero, ma per la categoria è più che buono) e la nitidezza dei caratteri, soprattutto con la luce accesa, è impressionante: per la prima volta da quando uso gli eReader mi è parso di leggere un libro stampato.

Il lettore ha tutte le opzioni di lettura comuni sugli eReader (scelta font, dimensioni carattere, interlinea, margini) e la possibilità di impostare la giustificazione. Vi sono, inoltre, una serie di opzioni avanzate per modificare le proprietà dei singoli font, ma non ho voluto addentrarmi in una materia che non è di mia competenza.

Lo schermo del Kobo; al buio si vede molto bene la luce integrata

I dizionari di base installati sono due: Italiano e Inglese-Italiano; si possono poi scaricare, gratuitamente, una serie di altri dizionari mono- e bilingue, anche se l’unico che offra definizioni da un’altra lingua all’italiano è quello Inglese-Italiano. Toccando una parola appare subito la definizione, senza che si apra un’altra finestra che interrompe la lettura; cliccando un’icona in fondo alla pagina si può aprire il dizionario e, cambiando quest’ultimo (ad esempio da Inglese a Inglese-Italiano) avere anche la traduzione. Nonostante abbia cercato su Internet, non ho ancora capito come si faccia a impostare il lettore in modo che utilizzi sempre un dato dizionario (per es. Inglese-Italiano) in un dato contesto (per es. quando leggo un libro in Inglese); spero che non sia impossibile, perché sarebbe un vero peccato.

Sottolineare è facile e veloce (basta premere nel punto dove si vuole iniziare e far scorrere il dito o un pennino), anche se all’inizio ho avuto qualche difficoltà nel fare sottolineature precise, probabilmente perché ho le dita un po’ tozze; con il pennino va tutto più liscio. Prendere appunti è molto comodo: il tastierino virtuale è sensibile e ha i pulsanti belli grossi, al punto che sbaglio più spesso scrivendo al cellulare (che uso da più tempo, lol) che non sul Kobo. Nel complesso, un’ottima esperienza di lettura.

EDIT del 4 marzo 2014: È stato rilasciato un aggiornamento del firmware che avrebbe dovuto rendere le sottolineature ancora più veloci ed efficienti; purtroppo, contemporaneamente alla sua installazione ho notato un rallentamento di questa e di alcune altre funzioni. Speriamo rimedino all’errore al più presto.

EDIT del 7 maggio 2014: Un secondo aggiornamento ha migliorato un pochino le cose… ma adesso capita che il lettore si blocchi nel bel mezzo di una sottolineatura o mentre ritorno alla home, costringendomi a bloccarlo e sbloccarlo. Sigh.

Conclusione

Il Kobo Aura HD è un buon prodotto, dal prezzo forse un po’ elevato (169 €) ma di ottima qualità. Se volete comprare il vostro primo eReader o cambiare quello che avete, ma pensate di utilizzarlo solo per leggere, questo lettore non fa per voi: prendete un Kindle 4 a 59 € e investite il resto in ebook. Se invece siete come me e vi piace sottolineare, prendere appunti e in generale studiare con il lettore, il Kobo Aura HD è un acquisto consigliato.

 
3 commenti

Pubblicato da su 05/02/2014 in ebook

 

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Bulliamoci

So che non mi faccio sentire da una vita ecc ecc, ma volevo bullarmi di questa cosa:

 

2013-Winner-Facebook-Cover

 

Ora me ne torno nell’ombra.

 

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Il Baka su Melt-a-Plot

Ebbene sì, ci sono caduto anch’io.

Non poteva mancare questa citazione

Non poteva mancare questa citazione

Per chi non lo sapesse, Melt-a-Plot è una bizzarra creatura della Rai che si nutre della linfa vitale degli scrittori in erba. Si tratta, in sostanza, di un progetto a contribuzione libera in cui tutti, partendo da spunti comuni, possono inserire i propri contenuti a colpi di 140 caratteri alla volta. Il risultato sono storie ramificate a volte piuttosto bizzarre. Un buon 90% è schifosino, ma c’è anche qualcosa che va oltre la banalità.

Per chi fosse interessato alle mie schifezze, questo è il mio profilo su Melt-a-Plot. Così sapete anche i miei veri nome e cognome e potete stalkerarmi, se vi va.

Come? Che fine ho fatto? Beh, sono ancora vivo, a meno che a scrivere non sia il mio gemello malvagio (ora mi vengono le crisi di identità). Sono stato occupato a scrivere improbabili racconti in inglese sperando nella pubblicazione, a tradurre, a correggere bozze e a giocare un po’ al PC. Ho trascurato il blog perché 1) non paga e 2) richiede più impegno che videogiocare. Brutta cosa, lo so. Per farmi perdonare, magari farò qualche articolo. Sì, lo so, ho già detto in passato che avrei ripreso e poi ho fatto poco o niente. Ma è questo il bello dell’essere un blogger amatoriale: posso dire quello che voglio e non ci perdo nulla a non mantenere le promesse. Un po’ come fare il politico, ma con meno procedimenti a carico.

Vi lascio (per il momento, si spera) con la mia ossessione più recente: 7734 dei Sabaton.

 

 
2 commenti

Pubblicato da su 15/09/2013 in Roba che scrivo, Slice of life

 

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A te

A te, che ti sei fregato il mio Kindle con sopra la bozza del romanzo su Morte, gli appunti e le bozze su Vigilanti e Cacciatori di Streghe, le bozze e gli appunti sul fantasy in inglese e tutti i miei ebook: mi dispiace. Nemmeno io leggerei quella robaccia, se potessi evitarlo.

 
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Pubblicato da su 25/07/2013 in Comunicazioni di servizio

 

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Ho visto Iron Man 3

Non so voi, ma io mi sento un po’ preso per il culo.

 
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Pubblicato da su 29/04/2013 in CInema

 

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Conteggi

80.000 parole scritte e mi sembra di non aver scritto niente. Mah.

 
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Pubblicato da su 25/04/2013 in Roba che scrivo

 

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